Business plan per Nuove Imprese a Tasso Zero (ON): agevolazioni 2026
Guida aggiornata al 2026 al finanziamento Nuove Imprese a Tasso Zero (ON) di Invitalia: chi può accedervi, come strutturare il business plan secondo i criteri Invitalia, quali regioni sono coperte e come massimizzare le probabilità di approvazione. Nota: questa guida è informativa. Verifica sempre i requisiti attuali sul sito ufficiale Invitalia prima di presentare domanda.
1. Numeri chiave e requisiti 2026
| Voce | Valore |
| Importo finanziamento | 50.000 – 300.000 € |
| Tasso d'interesse | 0% (interessi a carico Invitalia) |
| Durata rimborso | 8 anni (preammortamento 12–24 mesi) |
| Età massima richiedente | < 36 anni (almeno 1 socio) |
| Quota a fondo perduto | 25% nelle aree Sisma (stima; verifica su Invitalia) |
| Regioni ammesse | Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna |
Il programma ON – Nuove Imprese a Tasso Zero è gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Finanzia nuove imprese nelle regioni del Mezzogiorno e in alcune aree del Centro-Nord colpite da eventi sismici.
Chi può richiedere il finanziamento? Persone fisiche che vogliono costituire (o hanno costituito da non più di 12 mesi) una micro o piccola impresa. Almeno un socio deve avere meno di 36 anni. Non è richiesta partita IVA preesistente: si può presentare domanda anche prima di costituire la società, a condizione di farlo entro i termini fissati da Invitalia in caso di approvazione.
Le spese ammissibili coprono impianti, macchinari, attrezzature, arredi, software gestionale, spese di marketing fino al 20% del totale e capitale circolante fino al 30%. Non rientrano gli stipendi dei fondatori: quelli devono venire dai ricavi operativi. Questo è uno degli errori più frequenti nei business plan respinti — inserire il compenso del titolare tra le voci di spesa ammissibile.
Un dettaglio spesso ignorato: Invitalia richiede che il richiedente non abbia già beneficiato di altri incentivi a valere sulle stesse spese. Se hai già presentato domanda per Resto al Sud sullo stesso progetto, non puoi cumulare ON sulle medesime voci di costo.
2. Struttura del business plan conforme a Invitalia
Il business plan per ON è più articolato di quello richiesto da una banca tradizionale. Invitalia valuta non solo la sostenibilità economica, ma anche la coerenza tra il profilo del team e il progetto, la credibilità delle stime di mercato e la capacità di resistere a scenari avversi.
Gli elementi obbligatori, nell'ordine in cui compaiono nella piattaforma di candidatura, sono i seguenti.
Descrizione dell'idea e valore aggiunto. Non basta dire «offro un servizio migliore». Devi quantificare il vantaggio competitivo: prezzo inferiore del X%, tempo di consegna ridotto di Y ore, copertura geografica non servita da nessun competitor. Invitalia legge decine di piani al mese: le affermazioni generiche vengono penalizzate nello scoring.
Analisi di mercato TAM/SAM/SOM. Usa fonti verificabili: ISTAT, Cerved, Unioncamere, report di settore con data e link citabili. Il TAM è il mercato totale; il SAM è la porzione geograficamente e demograficamente raggiungibile; il SOM è la quota realistica nei primi 3 anni. Un SOM superiore al 5% del SAM senza giustificazione viene considerato ottimistico e abbassa il punteggio.
Analisi della concorrenza. Il piano deve includere almeno 5–8 competitor diretti con pricing, punti di forza e debolezze. Non usare nomi generici: indica ragione sociale, fatturato stimato (da Cerved o visure camerali) e quota di mercato se disponibile.
Piano finanziario a 36 mesi. Mensile per l'anno 1, trimestrale per gli anni 2 e 3. Deve includere almeno due scenari: base e pessimistico (ricavi –20%, costi +15%). La sensitivity analysis — cioè l'analisi di quanto varia il risultato al variare delle ipotesi — non è opzionale: è esplicitamente richiesta dalla modulistica Invitalia.
Dichiarazione del commercialista. Un professionista abilitato deve sottoscrivere la sostenibilità economica del piano. Questo documento ha un peso reale nell'istruttoria: senza di esso la domanda viene bloccata in pre-screening.
Documentazione allegata tipica: certificato di iscrizione alla Camera di Commercio (se già costituita), dichiarazioni dei redditi del founder degli ultimi 2 anni, eventuale certificato di idoneità professionale per settori regolamentati (es. attività sanitarie, alimentari).
3. Caso numerico passo-passo: business plan per un'impresa di servizi digitali
Vediamo un esempio concreto. Una SRL costituita da due soci (uno di 29 anni, uno di 34) che vuole lanciare un'agenzia di automazione marketing per PMI nel Sud Italia. Richiedono 180.000 € tramite ON.
Ipotesi di partenza (anno 1):
| Voce | Importo |
| Clienti acquisiti (stima conservativa) | 18 PMI |
| Canone mensile medio per cliente | 900 €/mese |
| Ricavi anno 1 (media 10 mesi attivi) | 162.000 € |
| Costi fissi annui (personale + tools + sede) | 98.000 € |
| Margine lordo | 64.000 € (39%) |
| Break-even mensile (ricavi necessari) | ~8.200 €/mese |
Il break-even — cioè il punto in cui i ricavi coprono esattamente tutti i costi senza perdere né guadagnare — si raggiunge con circa 10 clienti attivi. A 18 clienti l'impresa genera un margine positivo di circa 5.300 € al mese.
Nello scenario pessimistico (ricavi –20% = 129.600 €, costi +15% = 112.700 €), il margine scende a 16.900 € annui. L'impresa è ancora in utile, il che dimostra la resilienza del modello. Questo è esattamente il tipo di stress test che Invitalia si aspetta di leggere nel piano.
L'utilizzo del finanziamento da 180.000 € viene così ripartito: 70.000 € per hardware e licenze software, 36.000 € per marketing e acquisizione clienti (entro il limite del 20%), 54.000 € per capitale circolante (entro il 30%), 20.000 € per arredi e allestimento ufficio. Il totale di 180.000 € corrisponde esattamente all'importo richiesto: nessuna voce gonfiata, nessuna spesa non ammissibile.

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4. Scoring Invitalia: come funziona davvero e cosa penalizza
Invitalia applica una griglia di valutazione interna. Non è pubblica nella sua versione integrale, ma la struttura emersa dalle istruttorie analizzate da consulenti del settore è questa:
| Criterio | Peso stimato |
| Competenze e track record del team | 35% |
| Sostenibilità economico-finanziaria | 30% |
| Innovazione e valore aggiunto | 20% |
| Resilienza (stress test) | 15% |
Il peso maggiore è sul team. Se il founder non ha mai gestito un'impresa né lavorato nel settore target, il piano parte svantaggiato indipendentemente dalla bontà dell'idea. La soluzione pratica è inserire advisor o soci con esperienza documentabile: basta un curriculum con ruoli rilevanti negli ultimi 5 anni.
Cosa ottiene punteggio alto. Servizi SaaS con ricavi ricorrenti, health-tech, logistica sostenibile, applicazioni B2B con clienti pilota già acquisiti o lettere di intento firmate. Qualsiasi elemento che riduca l'incertezza sui ricavi alza lo score nella sezione sostenibilità.
Cosa ottiene punteggio basso. Ristorazione tradizionale, bar, negozi di abbigliamento senza elemento differenziante chiaro. Non perché siano cattive idee: ma perché le barriere all'ingresso sono basse, la concorrenza è alta e i margini sono spesso sotto il 10% — difficile dimostrare resilienza con quei numeri.
Tre errori che abbassano lo score in modo misurabile: stime di ricavo non agganciate a dati di mercato reali (es. «prevedo di crescere del 50% l'anno» senza spiegare come); voci di spesa non ammissibili inserite nel piano (es. stipendio del fondatore, IVA, spese personali); scenario pessimistico identico allo scenario base con solo una nota a margine. Questi tre errori da soli, secondo le motivazioni di rigetto più comuni, bastano a portare il punteggio sotto la soglia di approvazione.
5. Timeline istruttoria e cosa succede dopo l'approvazione
Il processo si articola in sei fasi. I tempi sono indicativi: Invitalia può aprire e chiudere le finestre di raccolta domande con preavviso limitato. Controlla il sito ufficiale prima di iniziare la preparazione del dossier.
Fase 1 – Registrazione e upload (1–3 giorni). Ci si registra sul portale Invitalia e si caricano business plan e allegati. Ogni file ha un limite di 7 MB: i piani con tavole finanziarie elaborate superano spesso questo limite se non ottimizzati in PDF compresso.
Fase 2 – Pre-screening automatico (24–48 ore). Il sistema verifica la completezza formale della domanda. Se manca anche un solo documento obbligatorio, la domanda viene sospesa. Non viene rifiutata definitivamente: si ha di solito 10 giorni per integrare.
Fase 3 – Istruttoria (2–4 mesi). Un valutatore Invitalia analizza il piano. Può richiedere chiarimenti scritti. Rispondere in modo rapido e preciso a queste richieste accorcia i tempi e segnala serietà.
Fase 4 – Esito. Approvazione con condizioni, approvazione senza condizioni, o rigetto motivato. In caso di rigetto, è possibile ripresentare nella finestra successiva incorporando le osservazioni ricevute.
Fase 5 – Erogazione tramite banca convenzionata. Il finanziamento non arriva direttamente da Invitalia: passa per una banca convenzionata (tra cui Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mediocredito Centrale). La banca fa una propria istruttoria creditizia semplificata. In rari casi, una banca può rifiutare anche un piano approvato da Invitalia se il richiedente ha pregiudizievoli creditizi gravi. Verifica la tua posizione in Centrale Rischi prima di presentare domanda.
Fase 6 – Rendicontazione e controlli. Dopo l'erogazione, le spese vanno rendicontate con fatture e bonifici tracciabili. Invitalia può effettuare verifiche in loco. Tenere la contabilità ordinata fin dal primo giorno non è opzionale: è un obbligo contrattuale.
6. Domande frequenti
Posso richiedere ON – Nuove Imprese a Tasso Zero e Resto al Sud contemporaneamente?
No. I due strumenti non sono cumulabili sulle stesse spese. Puoi scegliere uno solo per il tuo progetto. Resto al Sud prevede una quota a fondo perduto più alta (40%), ma ha requisiti anagrafici diversi (under 56 anni) e una platea geografica leggermente diversa. Se sei under 36 e vuoi massimizzare il finanziamento a tasso zero, ON è spesso più conveniente.
Il finanziamento copre anche lo stipendio del fondatore?
No. Le spese ammissibili sono impianti, macchinari, attrezzature, arredi, software, marketing (max 20%) e capitale circolante (max 30%). Il compenso del titolare deve venire dai ricavi operativi. Inserirlo tra le voci di piano come spesa finanziabile è uno degli errori più frequenti e porta al rigetto immediato in pre-screening.
Se il mio piano viene rifiutato, posso ripresentare?
Sì. Devi attendere l'apertura della finestra di raccolta successiva. Invitalia fornisce motivazioni scritte del rigetto: usale per revisionare il piano in modo mirato. Non ripresentare lo stesso documento invariato: il sistema tiene traccia delle domande precedenti.
Chi approva davvero il piano: Invitalia o la banca?
Invitalia approva la parte tecnica e la ammissibilità delle spese. La banca convenzionata approva l'erogazione dal punto di vista creditizio. Entrambe devono dare il via libera. Se hai segnalazioni in Centrale Rischi o protesti, rischi di superare l'istruttoria Invitalia e bloccarti in quella bancaria. Risolvi eventuali posizioni debitorie prima di presentare domanda.

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