I fondatori
Due napoletani, zero budget,
un'idea che funziona.
BrainRooms non è nata in una startup house di Milano. È nata a Napoli, in un appartamento, tra un foglio Excel abbandonato e la prima risposta di Claude.
Cesare Tribuzi
Co-founder & CEO
Età
58 anni
Città
Napoli
Background
30 anni nel marketing
Codice scritto prima di Claude
BASIC su Commodore 64, 1984
La storia
“Non ho mai scritto una riga di codice.
Ho aperto Claude e ho iniziato.”
Trent'anni nel marketing, la maggior parte passati a convincere PMI italiane che sì, vale la pena raccogliere le idee dei dipendenti in modo strutturato. La risposta standard era un Excel. Si chiamava sempre qualcosa tipo idee_dipendenti_2024_DEFINITIVO_v2.xlsx. Poi diventava v3. Poi veniva dimenticato fino all'anno dopo.
Nel novembre 2024, dopo l'ennesimo responsabile R&D che mi mostrava quel file con l'aria di chi ha risolto il problema dell'innovazione, ho deciso. Il metodo Stage-Gate esiste dagli anni '80. Ha senso. Funziona. Ma implementarlo su misura per una PMI costa quanto un consulente a tempo pieno — per sempre.
Ho aperto Claude. Ho scritto: “Aiutami a costruire un'applicazione web per la gestione delle idee aziendali.” Mi ha risposto con una domanda. Non un piano, non una lista di framework. Una domanda secca: “Qual è il problema principale che vuoi risolvere?” Ho pensato: questo ragiona come me.
Sei mesi dopo: autenticazione, database, logica di permessi, stanze per fase dell'innovazione, un coach AI interno, blog automatizzato, integrazione LinkedIn. Non sempre al primo tentativo — per essere onesti. Una notte alle due ho riscritto da zero un pezzo di logica mentre Claude me ne spiegava il motivo, con la stessa pazienza del primo giorno. L'ho apprezzato più di quanto pensassi.
Costo mensile dell'intero team tecnico: qualche centinaio di euro tra cloud, API e tool AI. Meno di un tirocinante a cui chiedere di fotocopiare. L'ultima cosa che ho scritto in BASIC era su un Commodore 64. Era il 1984. Nel mezzo non ho toccato codice.
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Ogni settimana un episodio della serie AI Founder — il diario onesto di chi costruisce una startup senza budget.
La storia
“Filosofia al liceo,
vent'anni in cella frigorifera,
ora una startup AI.”
Stefano Leone ha fatto cose che la maggior parte dei co-founder AI non ha fatto. Vent'anni in Algida — gli ultimi diciotto come carrellista in cella frigorifera, a -25°, muletto, turni, fatica vera. Non è una metafora. È esattamente quello che ha fatto prima di diventare co-founder di una startup AI.
Prima di Algida: liceo classico a Napoli, filosofia come materia preferita. “Mi faceva guardare le cose da un altro punto di vista.” Poi toccò lavorare sul serio. E con Algida si lavorava. Nel 2019, uscita volontaria per ricambio generazionale — bonus, liquidazione, e una domanda senza risposta ovvia: e adesso?
L'informatica lo aveva attratto da sempre. A 25 anni, primo corso di programmazione grazie a un amico di famiglia. Da lì: database, Excel, Visual Basic. Non un tecnico da manuale — uno abbastanza curioso da imparare per conto proprio e abbastanza testardo da non mollare quando le cose non tornano. Negli anni crea siti, lancia Edizio Mondo, impara sul campo.
Ritrova Cesare tramite un amico comune. Nasce prima un progetto, poi una collaborazione vera. Oggi: co-founder di BrainRooms.
Ha la filosofia del liceo per fare le domande giuste, vent'anni di cella frigorifera per sapere cosa significa lavorare davvero, e la curiosità di chi non ha mai smesso di imparare. In un team di due, non è il profilo più ovvio. È esattamente quello che serve.
Stefano Leone
Co-founder
Nato
11 agosto 1967, Napoli
Città
Napoli
Background
20 anni in Algida + web dev
Materia preferita
Filosofia (liceo classico)
Il progetto
Cosa abbiamo costruito in 6 mesi
Una piattaforma completa per raccogliere, valutare e sviluppare le idee del team — con l'AI come co-pilota permanente.
6
mesi di sviluppo
3
prodotti lanciati
0€
di investimento esterno
100%
costruito con AI